Il serial Gomorra è veleno per i giovani

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Con tutto il rispetto per Saviano e per gli autori, la serie “Gomorra” è droga per certi giovani napoletani e del sud Italia.

Ci sono ancora le scuole di frontiera

Mi riferisco a tutti quei giovani che ancora frequentano le scuole delle periferie delle grandi città italiane, quelle che con un certo eufemismo vengono chiamate scuole “di confine” o “di frontiera”. Come se a loro non fosse ammesso il diritto di cittadinanza.

L’emulazione degli eroi del male

Ho fatto un giro sul web ma non sono riuscito a trovare posizioni nette di condanna per il valore fortemente anti educativo di questa serie televisiva di successo improntato all’emulazione degli eroi del male che vincono sempre e, se qualche volta perdono, i metodi sono sempre gli stessi: il sopruso, la violenza, la vendetta.

Vendere il prodotto (e fare molti soldi)

Tutti coloro che inneggiano alla genialità di Saviano (l’ispiratore) e Sollima (l’autore) e fanno vanto di avere venduto il prodotto a 50 paesi stranieri, fanno finta di non accorgersi che l’acuirsi del fenomeno delinquenziale tra i giovani è anche colpa di questo prodotto commerciale.

Scambiare merce con salute

I valori della società sono anche quelli che davanti allo scambio merce-salute fanno preferire la salute della collettività perchè la collettività rimaniamo ciascuno di noi.

L’emulazione dei ragazzi degli eroi televisivi è sempre esistita ed ha avuto successo a tutte le epoche da Zorro aTarzan, a Ivanoe degli anni ’50, a Gig robot d’acciaio degli anni ’80. I maschietti giocavamo a cow boy e indiani ma la realtà era perfettamente riconoscibile e distinguibile dalla finzione.

Tutti i bambini sani sanno distinguere la realtà dalla finzione.

Certi bambini, invece, utilizzano la finzione per dare vita ai mostri dentro di loro. Incominciano dalla scuola. Gli insegnanti lo sanno bene e sono spesso il loro bersaglio. Gli insegnanti di Secondigliano, di Pianura, dei Quartieri, di Casavatore, di Afragola e tante realtà di degrado che non riesco a nominarle tutte.

I miti del degrado e dell’anti-cultura

Ho insegnato per 40 anni e conosco bene queste realtà, conosco bene i miti dei bambini dei quartieri del degrado.

Sono passati 40 anni e non è cambiato granchè. Nelle scuole ci sono sempre le classi che ospitano bambini difficili, provenienti da realtà povere e degradate dove i genitori o non ci sono o se ci sono sono allo sbaraglio loro stessi. Se andate a vedere nel triste rione di Caivano dove si sono consumati i crimini peggiori fino a poco fa, non penso sia cambiato molto della consueta “offerta formativa”, eccetto le apparenze.

Gli insegnanti coraggiosi

Nonostante gli insegnanti coraggiosi se la giocano comunque, la gran parte si fa i cosiddetti fatti suoi. Le risorse della legge sulla “buona scuola” fanno ridere (se non ci fosse da piangere!).

Vorrei che Saviano andasse in una di quelle classi difficili con due, tre, quattro mini delinquenti e ci trascorresse una settimana coi soli mezzi che ha, e magari chiedesse della “serie Gomorra”, del gradimento che riscontra in quella classe scolastica. Quegli stessi ragazzi si troverebbero a disagio se conoscessero le origini di Saviano e la sua storia. Sarebbero certamente per la fiction e contro di lui e non ci metterebbero niente a etichettarlo “sbirro”. Mi è proprio successo così quando chiamai i carabinieri per un reato commesso da un 16enne in terza media alla scuola media “Don Bosco” nel 1995.

In nome dell’anti Stato scelgono la guerra

E’ facile prevederlo dal momento che quei bambini cresciuti in nome dell’anti-stato non conoscono le ragioni dello Stato. E’ lo stato che non si fa vedere per aiutarli e stargli vicino fino alla soddisfazione definitiva dei loro bisogni, e non tanto per fare vedere. Come dicono anche loro per canzonarci. Non riescono a vedere una vera possibilità di integrazione e hanno “scelto” la guerra perchè è ancora l’unico modo per realizzare se stessi.

Quali sono i loro VALORI ? Quali sono i loro MODELLI?

La conoscenza, la cultura, l’istruzione sono valori per loro?

Vi ricordate il film “‘O professore” che riproduceva le gesta di Raffaele Cutolo?

Ebbene, molti ragazzini di 10-12 anni, a Pianura come a Ponticelli, come alla Sanità, ne ricordavano le gesta e spesso contrapponevano gli anti-valori come l’omertà, la sottomissione, la prepotenza, secondo una dottrina che è contro l’uguaglianza, la giustizia, l’onestà, la solidarietà. 

Il maneggio delle armi

Gomorra mostra con quanta facilità le armi possono essere maneggiate e usate per comandare, intimidire, sottomettere. “Allora se io posso toccare una pistola sono veramente grande e ho potere” il messaggio immediatamente trasmesso. Giggino si vendette gli ori della mamma per comprarsi la sua prima pistola. Il padre faceva il barista ed era un personaggio secondario nella famiglia. Giggino a 15 anni guadagnava più del padre facendo il palo quando alla Sanità scaricavano “la merce”.

Quei pochi insegnanti che se la sentono, nonostante tutto, a “lavorare” con i mezzi pedagogici e culturali giusti, con le risorse e le alleanze giuste per contrastare più che le loro argomentazioni – che pure sono difficili da contrastare, come le proposte sul loro futuro ad esempio – , la coerenza del rispetto dell’altro -“perché, se posso  intimidirlo così facilmente con una pistola in mano?”-, della società, dello Stato non ce la fanno e prima o poi danno forfait.

A tutte le persone di buona volontà

Quando ero nel sindacato CGIL-scuola credevo veramente al progetto di “dare di più a chi ha di meno” e al progetto di costituire una task force di insegnanti addestrati e preparati e, soprattutto PAGATI, per affrontare il fenomeno nelle realtà degradate. Non dunque un atto per l’occasione ma un intervento strutturale, come si dice.

Non c’è nulla di tutto questo e la CGIL, con tutte le idealità di egualitarismo, smise di battersi perchè, comunque, questo indirizzo andava ad intaccare il principio dell’unità dei lavoratori.

Che balla!

L’unità dei lavoratori non è niente di fronte alla vittoria della società contro il degrado e la vita di migliaia e migliaia di famiglie, con le sue stridenti ingiustizie; non valeva certo la pena.

Ho aperto Google e ho digitato “Pro e contro Gomorra, il serial” e vi ho trovato, non un dibattito serrato ma in tutta evidenza il sito “Movimento culturale idee libere” con le argomentazioni di Giuseppe Palombo, l’autore dell’articolo estremamente tiepido nel suo “Contro”. Egli stesso argomenta sia i pro che i contro al serial e chiede ai lettori di dire la loro sull’argomento.

Nessuna risposta

Intanto il bravo Palombo – l’autore – non prende in considerazione il pericolo costituito dall’emulazione del fenomeno da parte di certi minorenni ma essenzialmente, l’aspetto artistico e quello economico.

Come tanti non prende posizione

Si fa come per il gioco d’azzardo: dal momento che ci sono tanti soldi che incassa lo Stato si chiude un occhio davanti all’esercito di malati da Dipendenza da gioco d’azzardo. Malati che dovranno ricorrere alle cure mediche, soprattutto pubbliche, con ancora tanto dispendio di risorse per la sanità pubblica.

Una cosa amorale

Così era e rimane per il vizio del fumo. Però, almeno ne hanno vietata la pubblicità e si fanno campagne per limitarlo.

Sono ancora troppo poche le voci di protesta contro il pericolo della esposizione mediatica dei giovani. Eppure è del tutto evidente.

Non dico che la serie Gomorra debba essere censurata, ma esprimo tutta la mia contrarietà per l’influenza deleteria e peggiorativa della condizione psicologica dei giovani che già si trovano in condizioni di marginalità e povertà culturale.

Denuncio

Denuncio con tutta la mia forza l’influenza deleteria delle immagini e delle vicende che essa racconta sui ragazzi già esposti e a rischio e vorrei che assieme a me fossero in tanti a protestare.

Voglio anche fare un appello alle autorità dello Stato e alle persone religiose perché facciano qualcosa affinché questo errore della televisione pubblica abbia a cessare.

Chiediamo di rendere vietato ai minori di 18 anni la visione del programma, almeno per la tv pubblica e che si metta in guardia il pubblico dagli effetti deleteri che tale visione può avere sui minorenni.

Rendiamo la visione del serial Gomorra in tv vietata ai minori di 18 anni?

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