Ipnosi: “L’osservatore nascosto”

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Ernest Hilgard è conosciuto in particolare per avere sviluppato uno strumento medico come l’ipnosi medica. A questa applicazione giunse anche per un famoso esperimento in cui dei soggetti sottoposti a ipnosi immergevano la mano in un recipiente in cui c’era dell’acqua alla temperatura prossima allo zero. Nell’esperienza i soggetti sotto ipnosi dichiaravano di non sentire dolore anche per lungo tempo. Quando lo scienziato però gli forniva la possibilità della scrittura automatica, cioè di permettere alla loro mano destra di scrivere qualunque cosa nella condizione di trans ipnotica in modo spontaneo, la mano scriveva: “Sta congelando”, “Fa male”; e poi: “Mettetela fuori”.

In soggetti che riescono ad essere sordi o ciechi sotto ipnosi, Hilgard trovò che “L’osservatore nascosto” poteva richiamare oggetti “visti” o “sentiti” precedentemente. Quindi, Hilgard chiamò la parte non ipnotizzata della mente l’Osservatore nascosto”. Nella sua teoria ci fornisce un chiaro indizio sull’esistenza di una consapevolezza parallela a quella ordinaria, che parrebbe ispirarsi alle due menti ipotizzate negli stati di scissione. Hilgard attribuisce all’ipnosi come stato della mente, la facoltà di “coscienza divisa” nella sua teoria della neodissociazione. L’induzione ipnotica provocherebbe una scissione della coscienza e il temporaneo emergere di un ego semi indipendente dal sistema generale di coscienza.

Le conseguenti modificazione delle strutture di controllo cognitivo consentirebbero al soggetto di sviluppare esperienze dissociative come amnesie, alterazioni percettive, analgesia, ecc. La coscienza non è un sistema unitario ma piuttosto un’entità sociale, come ci insegna Cazzaniga con la sua teoria della confederazione di moduli mentali indipendenti.

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