Disturbi relazionali e psicopatologia nell’attaccamento insicuro

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Il modo con cui i genitori forniscono aiuto  e  sostegno ai figli nei loro momenti critici sono determinanti per lo sviluppo di disturbi relazionali. Ad esempio nel caso dei bambini che sviluppano un attaccamento ansioso-resistente si osserva una limitata esplorazione  per difficoltà a separarsi dalla figura di attaccamento e la diffidenza nei confronti delle persone e delle situazioni nuove. Al contrario i bambini evitanti adottano strategie rigide basate sull’autosufficienza proprio perché non sono in grado  di suscitare delle risposte affettive e protettive da parte degli altri.

Le conclusioni di molte ricerche autorizzano ad attribuire ai bambini ansiosi-resistenti  minor entusiasmo e perseveranza nella soluzione dei problemi, meno curiosità, meno fiducia in se stessi e minor grado di autostima, mentre i bambini classificati insicuri-evitanti prefigurano problemi comportamentali di passività o impulsività e comportamento antisociale già a partire dalla scuola dell’infanzia.

“Gli effetti di esperienze negative di privazione e di attaccamento insicuro possono portare il bambino ad essere più vulnerabile alle esperienze avverse ed aumentano le probabilità nel corso del ciclo della vita di trasformarsi in disturbi di personalità.”.

Per Fonagy “Il comportamento materno maltrattante può originarsi dall’aspettativa di queste madri di essere accudite o che i figli abbiano cura di loro. Le cosiddette relazioni irrisolte dei genitori e quelle corrispondenti disorganizzate dei figli derivano proprio da una inversione di ruolo.”.

Una relazione invertita tra genitore e bambino sta alla base  di un numero significativo di rifiuto scolastico, agorafobia e probabilmente  di depressione.

Attualmente si è propensi a considerare che “le tipologie di attaccamento insicuro-ambivalente e insicuro-evitante sono perturbazioni dello sviluppo che in base alla loro gravità possono costituire un indice del rischio psicopatologico mentre l’attaccamento di tipo disorientato-disorganizzato costituisce di per se una condizione psicopatologica per la gravità dei sintomi associati.”. (Giovanni Liotti).