Caso e destino premessa

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Paolo Mancino

Caso Destino

 Potere e Controllo 

I diversi modi di  vedere il mondo  fanno di noi quello che siamo 

 

Presentazione

Questo libro affronta il tema piuttosto controverso della personale visione del mondo, del modo in cui la si è acquisita in riferimento ad alcune tendenze della personalità e del tipo di educazione ricevuta. Prendo a pretesto la presunta antinomia tra caso e destino per riportare parte dell’ esperienza che ho maturato in questi ultimi venti anni a contatto con i miei pazienti per metterla a disposizione di chiunque voglia comprendere meglio con  il solo scopo di  cambiare se stesso.  Il punto di partenza teorico è che le nostre idee tradizionali sulla realtà sono illusioni che andiamo via via accumulando. Il lettore non si spaventi del termine “teoria”. Gli argomenti di questo libro sono in gran parte direttamente riferiti alla realtà delle persone e riportati in una forma accessibile a tutti. Questo almeno è il mio sforzo. Inoltre, i casi clinici e le riflessioni sui principi e sui metodi applicati, potranno essere una buona occasione per imparare quel particolare linguaggio che si esprime nel dialogo terapeutico.

Questo libro nasce anche da una convinzione: credere nel caso o, viceversa, credere nel destino, definisce alcune importanti differenze tra le persone. Sono poi, queste stesse differenze a decidere della buona o della cattiva sorte piuttosto che esserne determinate come molti pensano. Ogni tentativo di verifica verrà sempre fatta a posteriori, quindi, dal momento che non ci è dato scegliere il nostro destino, toccherà sia ai fortunati quanto agli sfortunati farsene  una ragione.

I differenti modi di pensare, se non definiscono una chiara linea di demarcazione, rappresentano altrettante immagini del mondo, spesso in conflitto tra loro dentro di se e tra le persone. In molti casi tra la nostra immagine del mondo e la difesa del nostro sè a qualsiasi costo si consuma il delitto della stolta presunzione. E, nonostante che la maggior parte di noi ne sia convinto, ciò non esclude però di trovarsi, talvolta, prigionieri di conformismi, pregiudizi e luoghi comuni. La sensazione di non essere nel giusto e, malgrado ciò, continuare a difendere posizioni indifendibili, di trovarsi a fare i conti col buon senso ma di scegliere di percorrere un’altra via,  fanno parte della presunzione egocentrica e individualista.  Sarebbe, quindi, il caso di domandarsi: “Ma il giusto modo di vedere il mondo è  proprio quello mio ? “.

Sembra ormai chiaro che il giusto modo di vedere il mondo consista in una acquisizione della mente: se stiamo bene con noi stessi staremo bene con gli altri.  In sintonia con questa affermazione è la saggezza orientale di Lao Tze: “L’oro può essere polvere e la polvere può essere oro…. è solo una questione di percezione: il mondo è come tu lo vedi. Può essere un inferno, può essere un paradiso…”.

L’ambiente familiare è senzaltro responsabile del modo di pensare di noi tutti, dell’acquisizione di principi e di valori che ci mettono in armonia con il mondo, ma anche dei pregiudizi, delle cattive pratiche e, a volte, di vere e proprie trappole psicologiche.

Più che nel carattere è nella famiglia e nell’ambiente più prossimo che viene plasmato il nostro modo di pensare. Purtroppo, invece, sono ancora molti coloro che credono nel primato della traccia indelebile dell’ereditarietà e confondono le acquisizioni di certi comportamenti, atteggiamenti e forme mentali come fossero unicamente attribuibili al carattere e, come tali, immodificabili. Il carattere, per esempio l’intelligenza, l’apertura mentale o l’introversione, invece, si modificano. Eccome.

Gli avvenimenti dell’infanzia possono essere riattualizzati alla luce delle considerazioni e rivalutati dall’esperienza successiva per cui risulta non raro che  esperienze appena divergenti, essendo sottoposte al vaglio di un giudizio morale eccessivamente severo, assurgono a trauma e come tale ne vengano amplificate le conseguenze. In questi casi l’autocensura e l’angoscia costruiscono una immagine distorta – a volte veri e propri mostri – che agendo nella coscienza sono all’origine di conseguenze gravi. E’ nel dialogo terapeutico che vengono alla luce quelle “inquietanti stranezze di solito attribuite alla parte inconscia e buia dell’animo umano”.

Come avrò modo di riportare in un caso personale, anche i falsi ricordi, una volta svelati, possono rimodellare il passato e attribuirgli un significato diverso da quello percepito fino a quel momento.   Risulta allora decisivo apprendere qualche strumento per conoscere e imparare a cambiare. Soprattutto per coloro che soffrono a causa della loro particolare immagine del mondo.

Impareremo che si possono individuare una o più credenze che accompagnano più spesso i fallimenti oppure i successi delle persone. Sono dunque, da cambiare le idee sulla realtà più che la realtà per cambiare se stessi.

Cercherò di intrattenere il lettore presentandogli in forma aneddotica certi argomenti, che spero insoliti e interessanti e di qualche importanza diretta e pratica per risolvere la conflittualità che emerge dalle differenti visioni del mondo.