A lezione di felicità (di Angela Gaeta)

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    Tutti siamo alla costante ricerca della felicità, e spesso quando

crediamo di averla raggiunta ecco che nuovamente ci sfugge di mano, e così trascorriamo tutta la vita nell’attesa di qualcosa.

Ma cos’è la felicità?

Cos’è che attendiamo?

Quanti di noi riescono a rispondere facilmente a questa domanda? Probabilmente ad ognuno di noi saranno venuti in mente mille pensieri, idee, emozioni, ma rimangono cose impalpabili difficilmente trascrivibili in parole.
Non sappiamo cosa può renderci felici, non riusciamo a capire cosa aspettarci per essere soddisfatti, eppure tutti ambiamo alla felicità. Probabilmente è proprio l’incapacità di riconoscerla e di predisporci ad essa, che ci rende stressati e frustrati.
Sarebbe bello avere un libretto delle istruzioni! E se lo insegnassero a scuola?, magari dopo l’ora di italiano, matematica, latino perché non un’ora alla felicità?!
Avete capito bene!!

E’ proprio quello che è successo all’Università di Yale.
Laurie Santos, psicologa 42enne, ha creato presso l’autorevole ateneo Ivy League in Connecticut un corso dal nome Psychology and the Good Life -La psicologia e la buona vita-, riscuotendo un successo senza precedenti.
E’ il corso più popolare negli oltre tre secoli di storia dell’ateneo, alle sue lezioni sono infatti iscritti 1200 studenti. Il risultato è sorprendente se si tiene conto del fatto che solo dopo 1 giorno dalla creazione, 12 Gennaio 2018, già erano in tantissimi gli iscritti, tanto da spingere la Santos a fornirsi di 24 assistenti e di aule più grandi per condurre al meglio i suoi incontri.

La docente tiene due lezioni a settimana e insegna ai ragazzi come avere una vita più soddisfacente e felice.
La psicologa, ha intrapreso questo percorso, poiché si sentiva in dovere di fare qualcosa rispetto al disagio percepito dagli studenti: da uno studio condotto nel 2013 infatti, è emerso che più della metà degli studenti ha cercato cure mentali durante il corso di laurea di primo livello.
Di fatti una studentessa dice: “Molti di noi sono ansiosi, stressati, infelici, intorpiditi se un corso del genere ha tanto successo la dice tutta sul fatto che gli studenti sono stanchi di mostrare di essere insensibili”.
Ma si può davvero insegnare la “felicità”?
Probabilmente il segreto per la felicità non lo conosce nessuno, ma sicuramente molti studi hanno messo in evidenza le caratteristiche predominanti delle perone soddisfatte, e tali caratteristiche sono certamente trasmissibili.

Ad esempio per Michael Fordyce esistono 14 punti che contraddistinguono le persone felici. Questi punti descrivono atteggiamenti e pensieri, che una persona può apprendere per essere più incline alla felicità.

Secondo l’autore, la felicità è data da: fattori oggettivi come il benessere economico, fattori socioeconomici come il livello d’istruzione e fattori soggettivi come la percezione della qualità della propria vita.
Secondo Fordyce attraverso i 14 punti si può agire su tutti e tre questi fattori per essere più inclini alla felicità.

⦁ Essere più attivo e occupato

⦁ Passare più tempo socializzando

⦁ Essere produttivo in occupazioni significative

⦁ Organizzarsi meglio e pianificare le cose

⦁ Smettere di preoccuparsi

⦁ Ridimensionare le proprie aspettative ed aspirazioni

⦁ Sviluppare pensieri ottimisti e positivi

⦁ Essere orientati sul presente

⦁ Lavorare su una personalità sana

⦁ Sviluppare una personalità espansiva e socievole

⦁ Essere se stessi

⦁ Eliminare i problemi e i sentimenti negativi

⦁ Le relazioni intime vanno messe al primo posto

⦁ VALHAP il principio segreto – Mettere la felicità al primo posto

Sarebbe auspicabile che quanto successo negli Stati Uniti sia da esempio per tutte le nazioni che puntano sulla formazione e sul benessere psicofisico degli adulti del domani.

Fordyce, M.W. (1977), A program to increase happiness: Further studies, Journal of Counseling Psychology, 30:483-498.
David Shimer. 26 Jan. 2018, Yale’s Most Popular Class Ever: Happiness, The New York Times.

*Angela Gaeta  

Laureata in psicologia, esperta in psicologia Giuridica, iscritta all’albo regionale degli psicologi.E’ redattrice di alcuni articoli;si occupa di progettazione e problemi dell’infanzia, violenza di genere e disagio sociale.

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